Sono stato assunto con contratto a tempo determinato a giugno 2010, validità di 1 anno. A settembre, dopo i 60 giorni di prova, mi dicono che non sono idoneo, e quel giorno stesso mi faccio male, andando in malattia per un' ernia. Dopo un calvario lunghissimo e 180 giorni inps superati, non presento i medici. Chiamo l' azienda per comunicare il tutto, spiegando la mia situazione ad un capo settore, che nel frattempo di me non sapeva nulla. E' ovvio che mi è stato fatto un tranello dal mio tutor e dal vecchio caposettore, perchè di scritto non c'è nulla. Destino ha voluto che era il 58 esimo giorno di prova, dove io ho bloccato tutto, non per mia volontà, il mio "licenziamento". Ora, dopo 1 mese e mezzo di assenza e dopo i continui "NON SO COSA DIRTI" del caposettore e del responsabile delle risorse umane, mi arriva una lettera dell'azienda, dove mi viene chiesto di giustificare la mia prolungata assenza. Io rispondo tutto quello che ho passato, fornendo giustificazioni anche sul fatto di non sapere di potermi mettere in aspettativa.
La situazione è la seguente: il caposettore e il responsabile delle risorse umane non mi hanno fatto SAPERE NULLA in questo mese, e credo che non sia giusto dato che sto sulle scatole al tutor che mi caccino via, dato che NON HO avuto nemmeno una formazione adeguata (lavoro in un supermercato). Come posso agire in caso di licenziamento? E se mi reintegrano a lavoro, come devo comportarmi? Rimane la questione dei giorni di prova, possono farmi fare 2 giorni e mandarmi a casa. Resto in attesa. Grazie mille. .le consiglio di provare presso un'altro sindacato prima di rivolgersi direttamente ad un avvocato con esperienze di vertenze sul lavoro.comunque se la dovessero reintegrare deve presentarsi per non dare spazio a nuove argomentazioni per il suo licenziamento. e se per caso il suo reintegro dovesse durare più di tre giorni senza che le riconfermino il licenziamento dovrebbe essere superato il periodo di prova e lei assunto.comunque ripeto di rivolgersi ad un legale, anche solo per un consiglioTroppi errori da parte tua, troppa superficialità nell' affrontare un rapporto di lavoro serio. Non so esattamente cosa ti ha detto il sindacato CGIL, ma la tua posizione é indifendibile, perchè hai violato tutte le norme contrattuali stabilite nel CCNL di categoria. MI dispiace, ma ti serva come esempio e come lezione per il futuro. Ciao.[??]rivolgiti al sindacato[??]Ma non capisco cosa vuoi impugnare. Mi pare di capire che ti era già stato notificato che non avevi superato la prova. Mi pare anche di capire che ti sei ammalato e che non hai portato il certificato all'azienda, se non dopo 180 giorni, dopo coiè il termine della tua malattia.Che il tutto sia successo al 58esimo giorno di prova, non cambia il fatto che la prova tu non l'abbia superata (potevano dirtelo anche al secondo giorno di prova, è nel loro diritto.) Non sono costretti ad aspettare i due mesi per comunicarti il mancato superamento.Non cambia il fatto che tu sia entrato in malattia senza avvertire chicchesia. E di certo non doveva essere l'azienda a sollecitarti l'invio del certificato medico, era un tuo dovere, non un loro.Per la formazione adeguata non sono costretti a dartela: sei in un posto di lavoro, mica a fare uno stage. Si presume che se ti assumo tu il lavoro lo sappia fare, non che io sia COSTRETTO a insegnartelo, né lo puoi esigere.Credo che Salario abbia ragione. Sei stato molto superficiale e la tua posizione appare indifendibile. Ecco perché il sindacato si è rifiutato di impugnare il tuo eventuale licenziamento.Ripeto: non è obbligatorio dare la giusta formazione. Ci sono lavori che richiedono precedente e recessa conoscenza del lavoro. Che poi si possa dare è un conto. Non la puoi pretendere, non è obbligatoria.La comunicazione di mancato superamento del periodo di prova può anche essere verbale.CITO:"il datore di lavoro potrà quindi recedere semplicemente “per mancato superamento della prova” senza dover invocare una giusta causa o un giustificato motivo. Il recesso “per mancato superamento della prova” deve essere intimato prima del consolidarsi del rapporto di lavoro()Non è richiesta (anche se è consigliabile) la forma scritta perché la dichiarazione di recesso per esito negativo della prova non può essere propriamente qualificata come licenziamento(..). Non vi è obbligo di motivazione per il recesso intimato dal datore di lavoro durante il periodo di prova."Infine per la malattia RIPETO: NON DOVEVANO ESSERE GLI ALTRI A COMUNICARE A CHI DI DOVERE, MA TU! Non devono essere gli altri a coordinare e avvertire che TU sei malato. Lo devi fare te, attraverso certificato del medico che indicava la tua ernia e i giorni di malattia Oh siamo in un posto di lavoro, mica a scuolaPoi per me puoi gridare e dire che si fa i saputelli.. Ma che ti piaccia o no, i fatti, per come li descrivi, sono questi: il mancato superamento può essere fatto anche verbalmente, la tua assenza non è stata comprovata da certificato medico E mi pare che a pensarla così sia anche il sindacatoMi chiedo solo da quanto tempo tu lavori e quanti anni hai, per uscirtene con certe affermazioni.
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