(AGI) Misurata - Da quando e' iniziato l'assedio di Misurata, quasi due mesi fa, e soprattutto da quando nell'ultima roccaforte dei ribelli in Tripolitania sono entrati in scena cecchini e pezzi di artiglieria pesante delle forze governative, si sono registrati circa mille morti, "l'80 per cento dei quali erano civili", e tremila feriti: lo ha denunciato Khaled Abu Falgha, direttore del principale ospedale cittadino, raggiunto telefonicamente. Secondo il medico, nel corso dell'ultima settimana e' aumentato il numero di coloro che presentavano lesioni dovute alle bombe a grappolo, che il regime nega categoricamente di impiegare, ma di cui Abu Falgha ha esibito schegge estratte dai corpi dei pazienti. Al contempo si e' registrato un repentino incremento nei ricoveri per ferite da arma da fuoco alla testa o al collo, i bersagli preferiti dei tiratori scelti. Il direttore dell'ospedale di Misurata anche anche spiegato che la struttura dispone di una sessantina di posti-letto, tutti ormai occupati: alle persone in condizioni meno gravi sono pertanto prestate solo le prime cure, e poi sono rimandate a casa per mancanza di spazio .
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